Progetto “Educazione alla Legalità, alla Sicurezza. alla Giustizia Sociale

A cura della prof.ssa Paola Quatrale.

All’I.C. di Serino  l’anticamorra sale in cattedra con Don Aniello Manganiello

Martedì, 31 ottobre 2017, alle ore 10:30, presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “F. Solimene” di Serino, si conclude il progetto “Educazione alla legalità, alla sicurezza e alla giustizia sociale”, articolato in quattro lezioni, che ha visto salire in cattedra il racconto di  vite e di esperienze al servizio del prossimo. La rassegna si è avvalsa del supporto del Comune di Serino, nella veste del Suo Primo Cittadino, dott. Vito Pelosi, ed è stata fortemente voluta dal D.S. dell’istituto, dott.ssa Lucia Forino, al fine di sensibilizzare le nuove generazioni nei confronti di tematiche relative alla giustizia sociale e alla legalità.

Nei primi tre incontri i ragazzi delle classi terze hanno incontrato alcuni esperti che hanno messo a nudo problematiche relative alle prevenzioni delle varie dipendenze, alle responsabilità, al disagio giovanile e alla legalità. Proprio a quest’ultimo argomento è stato dedicato l’incontro conclusivo, che ha visto ‘scendere’ dalla cattedra don Aniello Manganiello per stare in mezzo ai ragazzi e raccontarsi:  per più di due ore ha parlato del suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Don Aniello è diventato un prete sui generis da quando nel 1994 fu mandato a diffondere la parola di Dio in un quartiere, Scampia,  noto per essere poco propenso alla legalità e spesso sbattuto in prima pagina per vicende legate alla camorra. La sua missione si è conclusa, forzatamente, nel 2010, quando è stato mandato a Roma e le sue pecorelle smarrite sono rimaste senza un pastore, alla mercé di un branco di lupi. Per sedici anni si è totalmente dedicato alla sua Scampia, strappando manodopera alla criminalità e dando agli abitanti un’alternativa. A testimonianza di ciò, Don Aniello ha raccontato agli studenti presenti la storia di Davide, che da pusher nelle Vele è diventato spacciatore di Legalità e di Cultura, perché sono proprio queste che rappresentano l’alternativa da cui scaturisce il cambiamento. Don Manganiello ha spesso fatto riferimenti ai simboli della lotta alle mafie – da Falcone a Borsellino, da Don Puglisi a Don Peppe Diana – spiegando che “non bisogna mai smettere di parlare di mafia”, che la parola non è un diritto ma un dovere, perché, come affermava Borsellino, “il silenzio è mafia”. Pertanto don Aniello, alla stregua di don Diana, si è fatto portavoce della Scampia onesta e desiderosa di liberarsi dall’infamante marchio che una presunta letteratura le ha attribuito. Egli ha più volte ribadito che le parole del prete di Casal di Principe l’hanno ispirato nella sua lotta alla camorra: “per amore della mia gente non tacerò”. Il silenzio, spiega infine don Aniello, ci rende complici di ogni ingiustizia sociale, quindi  è necessario parlarne, denunciare e credere nella forza delle parole, perché come diceva Don Milani: “ogni parola non imparata oggi sarà un calcio nel culo domani”. La grande lezione di Legalità, che don Aniello Manganiello  ha lasciato ai ragazzi dell’I.C. di Serino, è stata una sorta di apologia della parola, efficace deterrente nella lotta alla criminalità organizzata. E a tutti noi ci ha consegnato una speranza che si nutre di perseveranza e dedizione: affinché il “vangelo” di domani sarà scritto con le parole che impariamo a pronunciare oggi.